Il telefono, la tua voce
Con Internet è prassi comunicare in forma scritta, e quasi si perde di vista (meglio, udito) il gusto di una chiacchierata (a distanza) in libertà.
Verba volant. D’accordo. Ma la loro leggerezza è impagabile, e le parole parlate consentono di spaziare fra idee e emozioni senza preoccuparsi ad ogni costo della sintassi e degli errori di battitura.
Al telefono, riesce facile sviscerare la sostanza di un discorso, di un ragionamento. Ed anche dar vita ad un brainstorming. Per me oggi è andata così. Due telefonate dal tono una via di mezzo fra lavorativo e personale.
Sulla prima. C’è un progetto di realizzare un magazine dedicato alla nautica. Dovrei occuparmi dei contenuti, almeno così sapevo. Oggi invece scopro – da un collega-sodale – che sarei “in competizione” anche per la parte grafica. Io, che da buona Gemelli metto le mani in pasta quasi ovunque, che spippolo e smanetto ma che tengo sempre a precisare “ad ognuno il suo mestiere”. E che quello del designer lo lascio fare volentieri a chi è portato.
Insomma, pare che l’editore aspetti di vedere un mio progetto, e poi valuterà se affidare l’aspetto grafico a me o non ho ben capito a chi. Vedremo. La mia idea comunque sarebbe questa. Utilizzare un editor tipo CMS e poi realizzare delle pagine in .pdf da “rilegare” e caricare sul server per il dowload. Insomma, una semplificazione massima dell’impaginazione, utilizzando le magnifiche funzioni dei web-editor attuali.
Detto questo, la piccola morale che ricavo dalla prima telefonata è: talvolta capita di essere nei pensieri altrui in progetti di cui non sei a conoscenza. Già è complicato seguire e dare un filo logico ai propri…
Poche parole per la seconda telefonata. E’ un’amica che ha esperienza di vendita pubblicitaria nel settore dei quotidiani, con l’intenzione di lasciare il posto (lavora per una nota concessionaria) perché i ritmi non le sono più congeniali. L’idea (di cui le ho parlato oggi) è di coinvolgerla in alcuni miei progetti sia on che off line, per la parte commerciale (pubblicità e sponsorizzazioni). E poi, visto che le piace scrivere ma ha poca familiarità con computer e Internet, potrei (vorrei) affidarle l’aggiornamento di alcuni blog, con la disponibilità ad insegnarle almeno l’abc per farla partire nell’avventura del web. Se ne è detta entusiasta. Lo sono anche io.
Qui nessuna morale. Solo un po’ impazienza di rendere concrete le idee, di metterle alla prova dei fatti.
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